sabato, Giugno 25, 2022
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Iran: 100 eurodeputati chiedono all’UE di riconoscere il massacro del 1988 in Iran come genocidio e crimine contro l’umanità

The Friends of a Free Iran (FOFI) inter-group hosted a conference at the European Parliament in Strasbourg on October 24, 2019 condemning the Iranian regime’s human rights abuses and export of terror

Alla vigilia della Giornata mondiale dei diritti umani 100 eurodeputati, tra cui 14 ex ministri, compresi i ministri degli esteri, chiedono all’UE e agli Stati membri di riconoscere il massacro del 1988 in Iran come genocidio e crimine contro l’umanità – Adottare una politica ferma nei negoziati sul nucleare

APPELLO SULL’IRAN
Dicembre 2021

In occasione della Giornata internazionale della commemorazione e della dignità delle vittime del crimine di genocidio e della prevenzione di questo crimine il 9 dicembre e della Giornata internazionale dei diritti umani il 10 dicembre, vorremmo richiamare l’attenzione mondiale sull’Iran.
L’attuale presidente, Ebrahim Raisi, era un membro della “Commissione della morte” nel massacro del 1988 di 30.000 prigionieri politici, per lo più membri e sostenitori dell’OMPI/MEK, l’opposizione democratica al regime. Durante il suo mandato come capo della magistratura, oltre 12.000 manifestanti sono stati arrestati nella rivolta del novembre 2019 e sotto la sua supervisione i prigionieri sono stati soggetti a tortura e molti sono scomparsi durante la detenzione.
Nei soli quattro mesi trascorsi dalla sua selezione, 150 prigionieri sono stati giustiziati per terrorizzare la popolazione irrequieta e tentare di prevenire un’altra rivolta nazionale, come quella del novembre 2019.
Il 19 luglio 2021, Agnès Callamard, segretario generale di Amnesty International ha commentato l’annuncio dell’elezione di Raisi a presidente affermando: ”Che Ebrahim Raisi sia salito alla presidenza invece di essere indagato per i crimini contro l’umanità di omicidio, sparizione forzata e tortura è un triste promemoria del fatto che l’impunità regna sovrana in Iran”.

https://youtu.be/_gyE0HgavYY
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha emesso un duro rapporto sulle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate in Iran, nel quale esprime la propria preoccupazione riguardo all’impunità per le violazioni come il massacro del 1988. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha accusato il regime iraniano di “distruzione delle prove dell’esecuzione di dissidenti politici in quel periodo (1988) e di molestie e perseguimento penale delle famiglie delle vittime che chiedono verità e responsabilità”.
Di recente, il Tribunale Federale supremo della Svizzera ha ordinato al procuratore federale di indagare sotto il titolo di crimine contro l’umanità e genocidio sull’assassinio di Kazem Rajavi a Ginevra nel 1990 da parte del regime dei mullah. Il dottor Rajavi, ex ambasciatore, era allora rappresentante del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI) in Svizzera.
Anche la repressione delle donne da parte del regime iraniano è deprecabile. Le prigioniere politiche subiscono detenzioni illegali e arbitrarie, torture e altri trattamenti crudeli e disumani, nonché ingiuste carcerazioni.
Parallelamente alla brutale soppressione dei diritti umani in Iran, il regime attua tentativi di acquisire la bomba nucleare, produzione di missili balistici a lungo raggio, espansione del terrorismo e belligeranza nella regione.

Noi, membri del Parlamento Europeo, chiediamo all’Unione Europea e agli Stati membri di:
Adottare una politica ferma nei confronti dell’Iran. Condizionare qualsiasi relazione con il regime iraniano alla fine della pratica disumana della pena di morte e delle violazioni dei diritti umani in Iran.
Riconoscere il massacro del 1988 come genocidio e crimine contro l’umanità.
Invitare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a sollevare la questione delle gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran e ad operare affinché gli autori di tali crimini siano assicurati alla giustizia.

 

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