martedì, Ottobre 26, 2021
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IRAN: CNRI, ‘MASSACRO 1998 VENGA RICONOSCIUTO COME GENOCIDIO’

L’appello di Maraym Rajavi agli Stati Uniti e all’Europa.

(ANSA) – PARIGI, 27 AGO – La presidente eletta del Consiglio nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri), Maraym Rajavi, si appella agli Stati Uniti e all’Europa affinché riconoscano l’esecuzione di migliaia di prigionieri politici iraniani del 1988 come “genocidio e crimine contro l’umanità” e li ha esortati a non accogliere l’attuale presidente iraniano, Ebrahim Raisi, nei loro Paesi.

In occasione di una videoconferenza internazionale, Rajavi si è inoltre appellata alle Nazioni Unite affinché istituiscano una missione di accertamento di quanto accaduto nell’estate del 1988 in Iran. All’epoca, afferma la resistenza iraniana in esilio, Ruhollah Khomeini, allora leader del regime iraniano, “emise una fatwa (un decreto religioso) per giustiziare tutti i membri imprigionati dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (Ompi). Circa 30.000 prigionieri politici, il 90% dei quali membri dell’Ompi, sono stati successivamente giustiziati”. Per il Cnri, “Ebrahim Raisi era membro della ‘commissione della morte’ di Teheran, che ordinò l’esecuzione di migliaia di prigionieri nel 1988”.

Tra i relatori della videoconferenza, alcune personalità europee, tra cui due ex ministri degli Esteri italiani, Franco Frattini e Giulio Terzi, nonché l’ex premier del Belgio ed eurodeputato, Guy Verhofstadt.

I partecipanti hanno preso parte alla conferenza da 2.000 località in tutto il mondo. All’evento, conclude il Cnri; “hanno partecipato anche circa 1.000 ex prigionieri politici, alcuni dei quali sopravvissuti al massacro del 1988”. (ANSA).

 

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