domenica, Gennaio 23, 2022
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L’ultima rivelazione del CNRI evidenzia la necessità di una politica assertiva verso il regime dell’Iran

Mercoledì 6 ottobre, l’Ufficio di Rappresentanza negli Stati Uniti del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (NCRI-US) ha rivelato dettagli dell’ampio programma di droni (UAV – Unmanned Aerial Vehicles) della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC). Questa rivelazione evidenzia una volta di più la necessità di contrastare le attività terroristiche di Teheran.
L’Ufficio NCRI-US ha rivelato dettagli sui siti di produzione e sul ciclo completo di tal programma del regime, dalla produzione stessa all’impiego e dall’addestramento alla fornitura. La rete dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK) ha ottenuto queste informazioni dall’interno del regime.
Sin dalla sua formazione alla fine degli anni Ottanta, l’obiettivo principale della Forza Quds delle IRGC è stato il propagare il terrorismo nella regione, con gruppi che agiscono per conto del regime iraniano come Hezbollah, Houthi e decine di bande paramilitari irachene.
Secondo il rapporto del CNRI, “Nel 2003, sette membri dell’Hezbollah libanese hanno ricevuto per la prima volta un addestramento sul velivolo Mohajer-4 presso la Quds Air Industries, che produce UAV. Successivamente, il regime ha inviato molti di questi velivoli a Hezbollah in Libano”.
Il rapporto del CNRI ha anche evidenziato che la Forza Quds fornisce droni agli Houthi nello Yemen. “Secondo un rapporto del 27 novembre 2016, il sequestro di sei UAV Qasef-1 in trasferimento dall’Oman allo Yemen (che è una comune rotta di contrabbando) mostra che il Qasef-1 non è stato realizzato nello Yemen ma trasferito dall’Iran”, si legge nel documento.
Il mondo è rimasto scioccato dall’attacco coordinato con droni su diversi obiettivi, come sull’aeroporto di Abha, in Yemen e in Arabia Saudita, all’inizio di quest’anno. Il regime iraniano inizialmente ha negato qualsiasi partecipazione a tali attacchi. Ma ora, dopo i rapporti del CNRI, è diventato ancora una volta chiaro che Teheran era dietro di essi.
Diffondere il terrorismo in tutto il Medio Oriente è stata la strategia del regime da quando è salito al potere nel 1979. Il regime non ha mai interrotto le sue attività terroristiche e il suo finanziamento di gruppi terroristici.

Purtroppo, le potenze occidentali hanno chiuso un occhio sulle attività maligne del regime. Come afferma il rapporto NCRI-US, “le concessioni fatte attraverso l’accordo nucleare e la decisione dei Paesi occidentali di chiudere un occhio sulle attività destabilizzanti del regime clericale” hanno incoraggiato il regime a continuare i suoi piani guerrafondai.
Le attività terroristiche del regime non sono limitate al Medio Oriente. Nel 2018, il cosiddetto ‘diplomatico’ del regime Assadollah Assadi è stato arrestato insieme a tre complici per avere pianificato un attentato con esplosivi al raduno “Iran Libero” del CNRI a Parigi.
Assadi e i suoi complici sono stati condannati a lunghe pene detentive. Ma la rete di spionaggio e terrorismo di Assadi in Europa rimane intatta, come rivelato durante il processo.

Tuttavia, invece di contrastare le attività terroristiche del regime, l’Unione Europea preme per ulteriori negoziati e per fornire misure di incentivazione al principale Stato-sostenitore del terrorismo al mondo.
Come il CNRI ha affermato dopo la nomina di Ebrahim Raisi alla presidenza, le potenze occidentali dovrebbero porre fine ai loro accordi con il regime di Teheran. Il governo di Raisi è la personificazione dei quattro decenni di terrorismo e violazioni dei diritti umani da parte del regime. Raisi è sotto sanzioni degli Stati Uniti per tali violazioni e il suo governo è composto da comandanti di alto livello dell’IRGC, come Ahmad Vahidi, il primo comandante della Forza Quds, ora ministro dell’Interno. Vahidi è un criminale ricercato a livello internazionale per il suo ruolo nell’esplosione dell’AMIA (Associazione Mutuale Israelita Argentina) a Buenos Aires nel 1994. Il ministro degli Esteri di Raisi, Hossain Amir-Abdollahian, è noto come “agente sul campo” della Forza Quds. Pertanto, stringere accordi con questo regime è un’approvazione del terrorismo.
L’ultima rivelazione del CNRI evidenzia ancora una volta la necessità di adottare una politica ferma verso il regime. Le potenze occidentali dovrebbero rendersi conto che qualsiasi concessione finanziaria al regime sarebbe certamente usata dai mullah per aumentare le loro attività terroristiche.
Come ha affermato la Resistenza iraniana nella sua conferenza, “nessuna delle sanzioni contro il regime dovrebbe essere tolta fino a quando non saranno cessati del tutto il suo comportamento criminale, i suoi atti di guerra nella regione e la sua repressione del popolo iraniano”.

 

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