sabato, Giugno 25, 2022
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Il “ministro della Propaganda” iraniano Javad Zarif e il terrorismo in Europa

Zarif e l’eliminato maestro del terrore Iraniano Qassem Soleimani

Il 22 gennaio 2021, un tribunale belga dovrebbe emettere un verdetto sulla causa contro un diplomatico iraniano e tre co- cospiratori per il complotto dinamitardo del 2018.
L’incidente è il primo esempio di un diplomatico ad essere perseguito sulla base di presunti legami con il terrorismo iraniano.
Non c’è dubbio che sarà condannato, dato che l’accusa ha fornito chiari dettagli su come l’imputato principale, Assadollah Assadi, abbia usato il suo passaporto diplomatico per aggirare i controlli di sicurezza e contrabbandare esplosivi in Europa.
Ha poi consegnato la bomba ad una coppia iraniano- belga con l’ordine di trasportarla al raduno ” Free Iran” che si sarebbe tenuto il 30 giugno 2018, nei pressi di Parigi.
Se questo complotto non fosse stato sventato, avrebbe sicuramente provocato centinaia di vittime e poiché l’obiettivo principale era la leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi, è anche molto probabile che tra le vittime ci sarebbero stati alcune personalità di spicco della politica americana ed europea, che erano seduti vicino a lei per tutta la durata dell’evento.
I dettagli del complotto avrebbero dovuto indurre l’Unione Europea a rivedere la sua politica verso l’Iran subito dopo l’arresto di Assadi.
L’assenza di questa risposta è probabilmente una testimonianza di quanto l’UE e i suoi membri siano stati preoccupati nel sostenere l’accordo nucleare con l’Iran.
Allo stesso tempo, quindi, il verdetto in sospeso rappresenta un’opportunità per gli apparati politici occidentali per rispondere alla situazione come avrebbero dovuto fare nell’immediato.
Così facendo, gli europei devono capire che stanno rispondendo molto più che all’unico complotto del terrore di cui si sta occupando la magistratura belga.
Sventare quel complotto, ha contribuito a rivelare importanti dettagli sulla natura dell’apparato terroristico iraniano e sulllasua incessante attività durante l’epoca ” cosiddetta moderata”, iniziata con l’elezione del presidente del regime Hassan Rouhani nel 2013.
Subito dopo l’arresto di Assadi, diverse persone vicine al caso hanno riconosciuto che le ambasciate e i consolati iraniani sono pieni di agenti dei servizi segreti del regime.
Assadollah Assadi è stato il terzo consigliere dell’ambasciata Iraniana a Vienna fino al giorno del suo arresto.
E anche se attualmente è l’unico diplomatico ad essere perseguito per le sue azioni per conto del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza, non è certamente l’unico ad essere esposto a tali azioni
Solo nel 2018, diversi diplomatici iraniani sono stati espulsi dall’Europa in relazione a complotti terroristici in Albania e Danimarca, così come al complotto in Francia.
Attentare il raduno di Iran Libero faceva parte di un fenomeno più ampio, che afferma la necessità che l’UE ritenga Teheran responsabile di queste e altre minacce.
Anche se i governi europei erano assolutamente fiduciosi sulla capacità dei loro servizi di sicurezza nel respingere qualsiasi minaccia Iraniana in patria, vi saranno comunque vite messe a rischio dall’impunità iraniana.
Il caso più recente è stato quello di Ruhollah Zam, un residente francese che è stato giustiziato con false accuse all’inizio di questo mese.
Storie come questa sottolineano la volontà di trovare sbocchi alternativi per la sua aggressione contro entità occidentali.
E questo, a sua volta, dovrebbe suscitare la preoccupazione di tutti i politici occidentali sui pericoli che possono incombere mentre le tensioni con il regime continuano ad aumentare.
Se risponderanno in questo modo, alcuni di questi politici saranno tentati di guardare ai loro rapporti con i cosiddetti funzionari iraniani ” moderati” come il ministro degli esteri Javad Zarif, come un mezzo per disinnescare queste tensioni.
Sarebbe una follia,e in effetti è stata la base delle politiche di pacificazione occidentali per la maggior parte di quattro decenni.
Zarif è ben addestrato a sorridere in faccia ai suoi omologhi occidentali e a proiettare l’immagine di un regime islamista sempre sul punto di riforma.
Ma in qualità di diplomatico di spicco della nazione, Zarif è il supervisore di quelle figure, come Assadollah Assadi, che hanno abusato delle loro posizioni per attaccare i sostenitori iraniani della democrazia e per minacciare la vita dei cittadini occidentali.
Non può essere trattato come l’Europa tratterebbe un qualsiasi altro funzionario straniero.
Gli Stati Uniti hanno già imposto sanzioni al ministro degli esteri iraniano, così come ad altre figure, rilevando nel processo che la funzione di Zarif è più simile a quella di un” ministro della propaganda”.
Dopo il processo di Assadi, è giunto il momento che l’UE fermi la politica di pace e adotti una politica decisa nei confronti del regime iraniano e designi Zarif come ” ministro della propaganda” che ha facilitato il terrorismo del regime iraniano in Europa.

 

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