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  • Last Modified: Martedì 16 Luglio 2019, 14:27:40.

Presidente Eletta

Discorso della Sig.ra Rajavi al Parlamento Europeo

Discorso della Sig.ra Maryam Rajavi,
Presidente eletto della Resistenza Iraniana

Parlamento Europeo


Dicembre 15, 2004


Signori Alejo Vidal-Quadras-Roca, Paulo Casaca e Straun Stevenson,
Distinti Membri del Parlamento Europeo.
Rt. Hon. Lord Slynn of Hadley,
Signore e Signori,
Cari Amici,

E' per me un grande piacere essere tra voi, rappresentanti eletti del popolo d’Europa. La vostra coraggiosa posizione in difesa dei diritti umanitari e delle libertà fondamentali è incoraggiante per tutti quelli che cercano  la libertà, in particolare nella mia patria l’Iran.

Sono venuta qui mentre in Iran la teocrazia vigente ha già fissato nuovi obiettivi verso la violazione dei diritti umanitari. Attraverso la sua sempre più invadente interferenza in Iraq e acquisendo armamenti nucleari, questo regime propone la più grande sfida alla comunità internazionale.
A proposito di questa sfida, due possibilità di approccio si sono presentate:
L’approccio “proporre-un-accordo” al regime clericale con lo scopo di contenerlo o indurre graduali cambiamenti. Per le passate due decadi, i paesi Occidentali hanno sottoscritto questo approccio.

L’altra possibilità è sovvertire il regime clericale attraverso la via di una Guerra esterna, simile a quella che è successa in Iraq. Nessuno vorrebbe vedere ripetersi questo in Iran.
Ma io sono qui oggi per dire che esiste una terza possibilità: il cambiamento effettuabile attraverso il popolo iraniano e la Resistenza Iraniana.

Nessuna concessione dissuaderà i mullahs dal continuare i loro ignobili obiettivi. Ricordiamoci il giorno dopo il Patto di Monaco del  1938, quando Sir Winston Churchill ha detto alla Camera dei Comuni, “Voi dovevate scegliere tra la Guerra e il disonore. Avete scelto il disonore e avrete Guerra”.
La storia ha provato che aveva ragione. Ma non lasciate che si ripeta l’esperienza di Monaco attraverso i mullah armati di armi nucleari.
Fin da due decadi fa, la Resistenza Iraniana enfatizzava che una vipera non potrà mai partorire una colomba. Sette anni fa, noi abbiamo appreso che Khatami non aveva nè il potere, nè la volontà di condurre ad un cambiamento, permettendo che i Mullah continuassero, comunque, con conseguenze  disastrose.
Il commercio dell’Unione Europea con Teheran è aumentato a 16 bilioni di Euro. Ma anche i moderati non sono rimasti al potere come le fazioni più estremiste che hanno dominato le leve del potere.
Possiamo anche considerare le conseguenze dell appoggio al regime in patria e nella politica estera:
In patria, le forche sono sempre al lavoro nelle città e le impiccagioni pubbliche di massa sono in crescita. C’erano 12 impiccagioni pubbliche soltanto nella prima settimana di Dicembre.

Nella politica estera, l’esportazione del fondamentalismo e lo sforzo a “divorare” l’Iraq è continuo ed implacabile. La scorsa settimana, il Re di Giordania e il Presidente Iracheno hanno detto che le interferenze iraniane stavano minacciando le elezioni in Iraq. I due leader consideravano che le regole iraniane cercano di installare un’altra Repubblica Islamica in Iraq, enfatizzando come una tale riuscita determinerebbe il bilancio geopolitica nella regione e nei paesi islamici.
Per garantire la loro sopravvivenza, I mullah stanno cercando di costruire armi nucleari. I favoreggiamenti degli europei forniranno ampie opportunità per I mullah di avvicinarsi alla bomba nucleare.
L’Europa dell’Est e del Sud sono nel raggio d’azione dei missili WMD di Teheran che potrebbero raggiungere l’Europa Occidentale se non saranno fermati.

La Resistenza Iraniana ha sistematicamente denunciato il progetto degli armamenti nucleari in Iran. La Troika dell’Europa Unita, comunque, ha impedito che il dossier sugli armamenti nucleari iraniani venisse presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite durante il recente meeting dell’Agenzia di Energia Atomica Internazionale. Dieci anni fa, Akbar Hashemi Rafsanjani, numero due del regime aveva riferito che “Teheran sta per diventare membro del club del nucleare e riprenderà l’arricchimento dell’uranio in massimo sei mesi”

In poche parole, il regime che governa l’Iran è una teocrazia medioevale che manca della capacità di riforme. Il principio del “velayat-e-feqih” (regola clericale assoluta) è il pilastro della costituzione del regime iraniano e non può essere cambiato nemmeno attraverso un referendum. Esso costituisce le basi per le sue leggi e le sue pratiche e accorda poco valore al voto del popolo.
Le charade delle elezioni danno solo il senso della solidità del controllo del Leader Supremo. La misoginia è inerente al regime il cui significato è tenere la società iraniana sotto controllo.

La dittatura religiosa al governo ha bisogno di esportare il fondamentalismo per poter sopravvivere. Gli sforzi quotidiani per costruire armi nucleari e dominare in Iraq sono venute fuori per questi bisogni. Lo scorso mese, il Primo Ministro degli Esteri e il Consigliere senior del Leader Supremo, Ali Akbar Velatati, ha detto, “Se facciamo passo indietro, cadremo nel pantano e saremo rovesciati”.

Non ci sono dubbi: le politiche europee come il “dialogo critico”, accordi costruttivi e dialogo sui diritti umanitari non cambieranno nulla per come è concepito questo regime. Le facilitazioni non sono la strada per contenere o cambiare il regime. Nemmeno sono il percorso per evitare un’altra guerra.

Le facilitazioni servono solo a lusingare i Mullah. La risposta al fondamentalismo è la democrazia.

Come ho già detto, noi non dobbiamo scegliere tra le facilitazioni e l’arrendevolezza. L’equazione del “o un’invasione militare o un accordo di compiacenza” è solo un esercizio di inganno politico. Una terza opzione è alla nostra portata. Il popolo iraniano e la loro resistenza organizzata hanno la capacità e l’abilità di portare al cambiamento.

L’Iran ha una civiltà antica e una florida cultura. È la culla della civiltà islamica. E’ stata terra delle tre maggiori rivoluzioni del ventesimo secolo. Gli iraniani non si sottometteranno mai al regime medievale che li governa. Le indagini governative dimostrano che il 94% della popolazione vuole la fine di questa teocrazia. La scorsa settimana, centinaia di studenti hanno manifestato contro la presenza di Khatami all’Università di Teheran il 6 Dicembre, che ha segnato il Giorno degli Studenti. Essi gridavano, Khatami, tu sei il nemico del popolo, troppe menzogne e dov’è la libertà? A dispetto delle brutali misure restrittive le rivolte hanno continuato a crescere attraverso la nazione.

La persistenza delle proteste nella società riflette il desiderio struggente del popolo iraniano per il cambiamento del regime. La presenza di una organizzazione di resistenza con 120,000 martiri e più di mezzo milione di prigionieri nel passato quarto di secolo è indicativo delle profondità e dell’intensità della reazione della società al regime.

Attraverso la formazione di un’alternativa pluralistica, un esteso network sociale e un esercito di liberazione, la resistenza ha un potere sufficiente e un potenziale per portare al cambiamento in Iran. Essa ha guidato il movimento del popolo iraniano per la democrazia nelle circostanze più difficili in patria e nella regione.

Politicamente parlando, alcune barbariche repressioni riflettono soltanto le paure dei mullah di essere sovvertititi dal popolo iraniano e dalla resistenza. Perché in tutte queste trattative internazionali, i mullah domandano di fare pressione sul movimento di resistenza? Perché durante le discussioni sul tema del nucleare e di rimando alle commissioni internazionali ad esse legate, essi hanno fissato la condizione di inserire nella lista nera la Resistenza? Perché essi hanno chiesto chiaramente delle garanzie per prevenire il sovvertimento del regime? Sono o no tutti questi fatti indicativi della paranoia dei Mullah per la possibilità di attuazione della terza opzione?

Il movimento di resistenza ha profonde radici nella società. Come cuore della Resistenza, l’Organizzazione dei Mujahedin del Popolo d’Iran (PMOI) ha lottato per la libertà contro la dittatura dello Shah e Khomeini per 40 anni. L’estesa rete di PMOI attraverso l’Iran organizza e dà la direzione  alle proteste sociali, determina il movimento con assistenza finanziaria e informazione e rivela i progetti clandestini sul nucleare, sui missili e sul terrorismo di Teheran.

Con una visione democratica e tollerante dell’Islam, i PMOI è l’antitesi del fondamentalismo. Ha esposto ed isolato l’interpretazione violenta e arretrata dell’Islam determinata attraverso il fondamentalismo. Il messaggio dei PMOI è che l’Iran dei Mullah non rappresenta l’Islam. Essi sono i nemici dell’Islam.

I PMOI sono il tampone più serio contro il fondamentalismo e il terrorismo dei mullah. Costituisce la maggiore barriera contro la strategia di Teheran di interferire in Iraq. Riconoscendo questa realtà, mezzo milione di iracheni hanno domandato la presenza continua dei PMOI in Iraq. Recentemente, più di 200,000 iracheni hanno firmato una dichiarazione, condannando gli accordi della troika dell’Europa Unita contro i PMOI calcolando gli interessi del popolo di Iran e di Iraq.

Il Consiglio di Resistenza in Iran, il parlamento della Resistenza, è una coalizione di forze democratiche che cercano una Repubblica basata  sulla separazione della Chiesa e dello Stato. Metà dei suoi membri sono donne. Con una rappresentanza di religiosi e minorità etniche così come di differenti tendenze politiche, l’NCRI rappresenta la maggioranza della nazione iraniana ed è garanzia per l’unità dell’Iran dopo il rovesciamento dei Mullah e il pacifico trasferimento dei poteri.

Abbiamo ripetutamente chiesto le libere elezioni sotto gli auspici delle Nazioni Unite. I Mullah, comunque, non lo accetterebbero mai. Per noi, la democrazia non è solo un mero programma politico, ma un ideale per cui 120,000 membri della Resistenza, inclusi sei membri della mia famiglia hanno sacrificato le loro vite. L’NCRI si è proposto spontaneamente di organizzare libere elezioni per un’assemblea costituente nei sei mesi di cambio di governo e di affidare responsabilità ai rappresentanti eletti dal popolo cosi’ che le ferite profonde della società che sono state causate da 8 anni di dittatura possano guarire.

Aderendo alle esigenze internazionali, interesse nella pace e alla coesistenza, noi vogliamo la pace in Iran, libera da tutte le armi di distruzione di massa. Vogliamo ricostruire l’Iran, che i mullah hanno rovinato, attraverso la partecipazione del popolo, il ritorno dei nostri esperti e l’amicizia con il resto del mondo.

Il più grande ostacolo a questo cambiamento è la politica acquisita dai governi Occidentali. L’Occidente si è compromesso con Teheran a spese del popolo iraniano e della resistenza. Ancora più importante, l’azione illegittima e di danneggiamento si è manifestata accettando la domanda dei mullah di associare il gruppo al termine terrorista. Questa dicitura non ha nessuna base reale o legittima credibilità. E’ stata usata dagli Stati Uniti e dall’Europa per ottenere accordi con i mullah. Dopo che Khatami ha preso potere, gli ufficiali USA hanno detto che l’attributo terrorista era solo un favore al nuovo presidente dei mullah. Un ufficiale del Dipartimento di Stato ha detto che l’attributo era la risposta alla domanda del regime iraniano e parte della politica di avvicinamento al regime iraniano.

Un altro fatto vergognoso è il documento ufficiale firmato dalla troika dell’Unione Europea. Per la prima volta pubblicato dall’Agenzia di stampa francese Press, il documento prometteva che se i mullah avessero accettato di limitare i loro programmi nucleari, l’Unione Europea avrebbe inserito i PMOI nella lista dei terroristi. D’accordo a questo, la Troika europea si è organizzata per lottare contro i PMOI e provvedere ad assicurare la sicurezza al regime iraniano. L’incursione scandalosa di 1300 poliziotti francesi nell’ufficio del NCRI in Francia rappresenta una pagina scura nel dopo-guerra  in Europa. In altri paesi, gli uffici della Resistenza iraniana sono stati attaccati di rimando alle concessioni commerciali da Teheran. In tutti i casi, le autorità giudiziarie hanno dichiarato che non c’erano le basi per associare i PMOI al terrorismo o ad attività criminali. Giudici in Germania, Italia e Gran Bretagna hanno chiuso le discussioni su questo capitolo. Una corte francese, che aveva rovesciato l’ordine di espellere i rifugiati politici affiliati al PMOI, scriveva che i PMOI non costituiscono un problema in Francia.

Un mese fa, 500 Distinti Giuristi da tutto il mondo rappresentando nove istituzioni legali ad una Conferenza in Parigi, dichiarando che l’attributo di terrorista attribuito ai PMOI viola la Convenzione europea sui Diritti Umanitari, il diritto fondamentale alla difesa e il principio di presunta innocenza. Essi enfatizzavano che ogni procedura giuridica che proviene dall’attributo terrorista sia illegale. Un grande numero di membri del MEP, la maggioranza nel Parlamento d’Italia, Gran Bretagna, Belgio e Lussemburgo così come più di 1000 parlamentari da ogni dove in Europa e una maggioranza del Congresso U.S.A. ha affermato ripetutamente che i PMOI sono un legittimo movimento di resistenza e che dovrebbe essere rimosso dalla lista dei terroristi.

Le forze di coalizione, inclusi 10 membri dell’Unione Europea, il riconoscimento dopo 16 mesi di indagine che le persone del PMOI sono protette dalla IV Convenzione di Ginevra e che non c’erano basi per accusare nessuno dei suoi membri. Se nemmeno un singolo membro dei PMOI è un terrorista, quello che la giustificazione per la continuazione di questo attributo?

L’attributo di terrorista contro la Resistenza Iraniana è un modo per ignorare il diritto della Nazione a portare al cambiamento in Iran. Questo attributo ignora la terza opzione.

Il Patto di Monaco ha bendato gli occhi sull’aggressione di Hitler contro l’Europa dell’Est. Oggi, il diritto della Nazione alla libertà sta per essere negato.

Noi non cerchiamo né i soldi dall’Occidente né le armi. Noi vogliamo che essi restino neutrali tra il popolo iraniano e la Resistenza da un lato e che il regime governante dall’altro lato.

L’attributo terrorista sancisce l’oppressione di una nazione nelle mani del regime, che le risoluzioni di 51 delle Nazioni Unite hanno condannato per gli abusi sui diritti umanitari.

La rimozione dell’ingiusto attributo di terrorista dai PMOI è una legittima richiesta del Popolo Iraniano. In base alla mia esperienza con il popolo francese, sono convinta che anche una solida maggioranza in Europa supporta questa domanda.

Lasciatemi riepilogare quello che ho già detto ai distinti membri qui presenti e che dirò al summit con l’Unione Europea domani a Brussel:
  1. L’esistenza del regime clericale è concatenato alle soppressioni e all’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo. Io non posso arretrare di fronte all’uno o all’altro.
  • Installando un regime Islamico in Iraq, i mullah cercheranno di affermare il ruolo dell’egemonia nel mondo islamico.
  • I mullah stanno continuando segretamente i loro progetti sugli armamenti nucleari a dispetto delle loro promesse.
  • La terza opzione, che di fatto porterebbe alla fine di questa tirannia attraverso il popolo iraniano e la Resistenza è alla nostra portata. La politica di compiacimento invita soltanto il regime clericale a continuare la sua politica, e in ultima istanza imporrà una guerra ai paesi occidentali.
  • L’appellativo di terroristi attribuito ai PMOI limita la loro credibilità legale ed è solo a causa di un accordo con i Mullah. E’ un ostacolo politico al cambiamento in Iran attraverso il popolo iraniano e la Resistenza. La rimozione di questo attributo ingiusto è necessaria per il cambiamento e la creazione di uno stato iraniano democratico.
  • Il regime clericale è un impedimento alla realizzazione della pace e della tranquillità nella regione e specialmente in Iraq. Un cambio di regime in Iran e l’affermazione della libertà e della sovranità popolare in quel paese è la chiave per la pace, la stabilità e la coesistenza nella regione del Medio Oriente e la fine della violenza e delle vendette nel luogo di nascita di Mosè, Gesù e Mohammad.

Cari amici,

Noi pensiamo al futuro. Questo regime è privo di futuro. L’Iran e l’Europa sono vicini. Noi abbiamo enormi interessi in una amicizia e in una collaborazione con l’Iran di domani e garantiamo gli interessi dei popoli europei nei confronti del fondamentalismo.

Nell’esprimere la mia gratitudine per la vostra coraggiosa posizione in difesa della democrazia in Iran io vi chiedo di impiegare tutte le risorse possibili per una politica europea corretta nei confronti dell’Iran e la rimozione dell’attributo di terrorista contro la legittima resistenza iraniana. Il popolo iraniano non dimenticherà mai i vostri sforzi in difesa dei diritti umanitari e della democrazia.

Grazie.
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